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2012 Il futuro secondo i computer NASA |
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Scritto da Andrea
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Secondo la NASA, una "Bolla di Plasma" emessa dalla nostra Stella, bloccherà le reti elettriche e tutto ciò che funziona a corrente. Si fonderanno milioni di trasformatori e le fabbriche industriali rimarranno bloccate con il rischio di una paralisi mondiale. Questo è lo scenario ipotizzato dalla NASA per il 2012.
La catastrofe elettromagnetica colpirà la Terra dallo spazio quasi senza preavviso, senza concederci neanche quella ragionevole preparazione che abbiamo diritto di aspettarci (per esempio) dai pericolosi ma più prevedibili asteroidi in rotta di collisione contro il nostro pianeta. Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 Settembre 2012 la sonda spaziale ACE - che tiene d'occhio il Sole - avvertirà i computer del centro spaziale Houston che una colossale bolla di plasma (particelle ionizzate ad alta energia) si è staccata dalla superficie della nostra stella e si sta dirigendo verso di noi. panico generale, l'allarme rimbalzerà in tutto il mondo e qui e la si appronteranno improbabili (e inutili) difese dell'ultimo istante. Questa non è ancora una previsione ma una simulazione, autorevole e realistica, prodotta dalla NASA e dall'americana National Academy of Science per valutare gli effetti di un evento catastrofico di cui - purtroppo - non sappiamo calcolare la probabilità. La minaccia nascerà da una bolla di plasma ( ma più carogna delle altre) fra le tante che si formano in continuazione sulla magmatica superficie solare. Molte di queste bolle di particelle energetiche si disintegrano senza danno, altre vengono eruttate nello spazio e si dirigono verso la Terra. Di solito si limitano a disturbare un po' le telecomunicazioni, ma possono fare molto peggio. L'ipotesi è che il 22 Settembre 2012 (data scelta arbitrariamente) il cielo sopra New York esploda di vividi colori come se una straordinaria aurora boreale avesse sbagliato strada e si fosse spostata più a sud di migliaia di kilometri.
Neanche una persona morirà ne riporterà danni immediati da quella colossale tempesta solare. Ma tutte le reti elettriche andranno in tilt, perché la super bolla di plasma cambierà la configurazione del campo magnetico terrestre e questo indurrà a sua volta nelle reti un sovraccarico di corrente che fonderà milioni di trasformatori. Entro 90 secondi il buio scenderà (i famosi tre giorni di buio??) prima sulla costa orientale americana, poi nel resto del mondo. Si bloccherà tutto, perché tutto va a elettricità. Il primo servizio a saltare sarà l'acqua corrente , senza pompe a dare la spinta. Stop agli apparati elettrici che pescano la benzina nei serbatoi dei distributori e la riversano in quelli delle auto: quindi, in pochi giorni niente più macchine in circolazione. In 72 ore le apparecchiature di emergenza degli ospedali esauriranno l'autonomia. In un mese finiranno le scorte di carbone e non ne arriveranno altre ( e neanche di petrolio e d'altra parte le raffinerie non potrebbero lavorarlo). Pure le condotte del gas richiedono l'elettricità per funzionare, e così addio metano. Addio anche ai sistemi di refrigerazione e a tutte le scorte di cibo. nel giro di un anno milioni di persone moriranno per le conseguenze indirette della paralisi economica, gli Stati uniti verranno declassati dall'ONU a paese in via di sviluppo e l'economia mondiale impiegherà dai 4 ai 10 anni per riprendersi.
Una tempesta magnetica di queste proporzioni avvenne nel 1859, fu battezzata come "Evento Carrington", però la rivoluzione industriale era ancora giovane e il mondo non ne riportò grandi danni. Adesso siamo più evoluti (per modo di dire...) e quindi più vulnerabili. Da allora ci sono state alcune repliche in tono minore, la più recente nel Marzo 1989, quando sei milioni di persone nel Quebec canadese rimasero senza luce elettrica per nove ore. Uno choc da plasma di proporzioni maggiori avrebbe conseguenze ben peggiori. Ma perchè, dopo il colpo iniziale le ripercussioni durerebbero tanti anni? Il fattore più vulnerabile, dice la NASA, sono i trasformatori. Non si possono riparare ma solo sostituire. Il processo sarebbe penosamente lento, perchè verrebbero paralizzate anche le fabbriche che li producono. Di questa Tempesta di Plasma faremmo a meno, ma statisticamente è possibile e la domanda non è sul "se" ma sul "quando".
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Nuova strategia di Mr. Facebook |
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Scritto da Andrea
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Il Guardian rivela che presto Mark Zuckerberg, Ceo del colosso mondiale delle community, permetterà alle aziende di condurre analisi marketing. A Davos ha mostrato come farà.
I DATI di circa 150 milioni di persone - età, sesso, stato civile - collegati alle loro preferenze: i gusti in fatto di cinema, prodotti alimentari, musica ma anche le loro opinioni sulla politica di questo o quel governo. Facebook intende fare soldi con le aziende, rendendo il social network una piattaforma per ricerche di marketing. La mole di informazioni che arriva dagli utenti diventerebbe pane per i denti degli analisti di mercato, interessati a testare le scelte e le predisposizioni dei potenziali clienti. E' quanto scrive il quotidiano inglese Guardian, che sul suo sito mette in guardia dalle future proteste dei sostenitori della privacy.
Il creatore di Facebook Mark Zuckerberg, che da giovane studente di Harvard è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, ha confermato al noto blogger esperto di tecnologia Robert Scoble che il 2009 sarà un anno "intenso" per Facebook. Nei giorni scorsi Zuckerberg ha indicato chiaramente quale strada intende percorrere ed è già passato alle fase delle dimostrazioni: davanti alla platea del Forum economico mondiale di Davos , ha mostrato come poter usare il sito di community per condurre ricerche mirate su gruppi specifici di persone.
Ha chiesto agli utenti di Israele e Palestina come si potrebbe arrivare alla pace nella regione mediorientale. Poi ha domandato a centomila utenti americani se erano soddisfatti del piano di stimolo dell'economia varato dal neopresidente Obama. Le risposte sono arrivate in diretta: pochi minuti e la platea ha saputo, ad esempio, che tra gli americani due intervistati su cinque ritengono il pacchetto economico di Obama insufficiente.
Risposte immediate di questo tipo sarebbero utilissime alle aziende, interessate a conoscere la reazione del mercato a un nuovo prodotto oppure a sondare l'orientamento della clientela per dare il via a nuove produzioni. Tutte informazioni che, tra l'altro, costano caro perché di solito vengono condotte con focus group, con costose e lunghe indagini telefoniche. E che invece verrebbero acquisite con pochi click, in maniera rapida, su gruppi selezionati in base alle diverse caratteristiche. Senza contare che la base di analisi sarebbe molto ampia, visto che i numeri di Facebook crescono al ritmo di 450mila nuovi utenti al giorno.
Un dettaglio che non è sfuggito a Scoble e che proverebbe ancor di più il cambio di orientamento del giovane patron del social network, è il fatto che Zuckerberg a Davos indossava la cravatta. Un look ben diverso da quello "casual" tenuto finora dello studente in jeans e sandali. Come dire, anche l'apparenza rivelebbe la nuova strategia. Che, forse, si poteva immaginare. Come ricorda il Guardian, Facebook permette già agli inserzionisti di rendere visibili le informazioni pubblicitarie a un pubblico mirato, selezionato per genere, età, Paese di residenza. Fonte: repubblica.it
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L’Italia torna all’energia nucleare |
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Scritto da Andrea
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13/05/2009 Il Senato italiano ha approvato l'articolo 17 del disegno di legge "Sviluppo e energia" che prevede l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. Questa svolgerà funzioni di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari, la protezione dalle radiazioni, nonché compiti di vigilanza su costruzione, esercizio, salvaguardia degli impianti e materiali nucleari. Ieri l'assemblea di Palazzo Madama aveva approvato (con 142 sì e 105 no) gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi, e dopo una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), più decreti per il ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi. Sono previste procedure velocizzate per la costruzione delle centrali da parte di consorzi: la cosiddetta "autorizzazione unica" che sostituisce ogni tipo di licenza e nulla osta tranne la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d'impatto strategica). Sono previste inoltre "misure compensative in favore delle popolazioni interessate". Il disegno di legge prevede, tra l'altro, anche il potere sostitutivo dello Stato sugli enti locali in caso di mancato accordo sulla localizzazione delle future centrali. Dopo più di vent'anni, in Italia si riapre dunque la strada all'energia nucleare. A bloccarla fu un referendum che si tenne nel novembre 1987, l'anno dopo della tragedia di Chernobyl. Legambiente e Greenpeace definiscono la scelta del governo "autoritaria e centralista". "L'approvazione del testo di legge - stigmatizzano - è quasi un 'golpe nucleare' con l'idea di militarizzare il territorio per imporre un sistema energetico che - secondo l'istituto di studi politici, economici e sociali Eurispes - la maggioranza degli italiani non vuole". Greenpeace ricorda inoltre che "se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitare una centrale, considerando zone le sismiche, quelle a rischio alluvioni, quelle a rischio siccità, le coste in erosione e le città densamente popolate".
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2012, allarme Nasa "Black out sulla Terra" |
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Scritto da Andrea
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10 maggio 2009
Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario da "day after" che potrebbe essere derubricato alla voce "catastrofismo", se non fosse che l'allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l'inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l'Occidente prospera.
Da dicembre, l'attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L'atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso. Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l'osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un'altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell'Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un'intera civiltà è stata fondata sull'elettricità e le telecomunicazioni?
La risposta degli esperti è tutt'altro che confortante: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi", si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. "Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del '21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni.
Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c'è accordo su quanto sarà intensa l'attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: "Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite". Proprio come quello che sta per iniziare.
fonte: repubblica.it
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