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21-12-2012 cosa accadrà alla Terra?
 

SOHO real time

APRI LA MENTE - 21 Dicembre 2012 - Nibiru - NWO - Maya - Misteri.
Controllo mentale e tortura elettronica
Scritto da Andrea   
Sembra fantascienza, ma con ogni probabilità si tratta di avvenimenti reali. Il fenomeno è di quelli che dovrebbe sconvolgere chiunque, ma invece non fa affatto “notizia”: ci sono nel mondo, in migliaia di casi negli Stati Uniti, e in Italia, persone che sostengono di subire tortura tecnologica. In altre parole essi denunciano di subire degli attacchi a distanza, di sentire voci e di essere influenzati nella loro vita quotidiana. Le persone o agenti che praticano questi atti, lavorando in gruppo, sono chiamati stalker, termine utilizzato in numerosi siti negli Stati Uniti, che propagandano queste “attività” nelle quali sarebbero coinvolti anche minorenni..
Sono dei pazzi coloro che denunciano di essere vittime di questi strumenti ? Noi crediamo di no e stiamo lavorando a questo dossier per dargli, almeno, lo spazio che altrove non hanno trovato e per veicolare le loro ragioni.

I progetti CIA e le ammissioni di Clinton
Cominciamo col dire che è ormai “pubblicamente noto” (le virgolette sottolineano la ristrettezza del pubblico) che, dopo gli esperimenti particolari su esseri umani nei campi di concentramento nazisti, dagli anni ’40 la CIA e anche il Kgb hanno iniziato esperimenti di controllo mentale via radio, e dagli anni ’80 la CIA ha dato vita ad un progetto relativo ad MK-Ultra che sperimenta la possibilità di controllo celebrale, con microspie sottocutanee, su animali ed esseri umani. Per altro la CIA ha assunto numerosi nazisti subito dopo la seconda guerra mondiale. Il Congresso americano, nel 1972 e nel ’74, ha iniziato a ricevere proposte di utilizzo del controllo mentale su larga scala con sistemi sottocutanei, in particolare da Burton e José Delgado, che oggi vive in Spagna. A Milano inoltre sarebbe transitato nel 1974 il notissimo criminale di guerra Mengele, all’epoca ancora vivo.
I primi detenuti a fare da cavia per questi esperimenti ufficialmente si sostiene siano stati sottoposti a queste ricerche dal 1990, in realtà parrebbe che già dall’inizio degli anni ’80 ciò fosse già attuato.
Si parla di esperimenti iniziati in Svezia alla metà degli anni ’80 e negli Stati Uniti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. A ciò ha dato spazio anche la tv, sia pure raramente, con i programmi Stargate del 4-5-2003 su LA7 e La storia siamo noi del 14-12-2003 su RAI3; in particolare la prima trasmissione ha parlato dell’uso di questi strumenti sul nazista americano responsabile della strage di Okhlaoma, McVeigh, mentre nella seconda si è parlato anche del trattamento cui fu sottoposta Patricia Hearst, figlia di un miliardario americano, sequestrata, dai “simbionisti”. Non solo: l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.
Ma Dorigo in un’intervista al Corriere Romagna del 14 aprile 2006 riferisce che da sue fonti ha appreso che a Torino, alcuni fisiopatologi sarebbero andati a fare questi esperimenti negli USA su detenuti sin dal 1995, riferendone agli studenti.

Tuttavia nonostante si interessino ai detenuti americani, Nessuno tocchi Caino, associazione gestita dai Radicali ove lavorano terroristi neri in semilibertà, non ha mai prodotto alcuna documentazione su queste cose.

Alcuni testi di approfondimento

Tra i dossier di approfondimento segnaliamo la Controinchiesta di Paolo Dorigo - www.paolodorigo.it/index-links1.htm - e quello dell’Agenzia Ricerca Economico Sociale - A.R.E.S. http://www.ares2000.net/ -  dell’ottobre 2005. I carceri, i manicomi e la psichiatria ne risultano il laboratorio di questi esperimenti, la società civile il punto di arrivo e servizi segreti carcerari la base operativa. Un interessante lavoro è stato pubblicato dall’“Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici” (Aisjca): nel sito www.aisjca-mft.org è pubblicato e continuamente aggiornato il libro It's Abuse NOT Science Fiction, edito dalla Libreria Editrice Cortina Torino, in cui si raccolgono storie internazionali di abusi tecnologici. Consigliamo di leggere anche la ricerca di Romano Nobile, appunto di ARES2000, La tortura nel bel paese, per le Edizioni Malatempora.
Gli esperimenti della CIA e il progresso della tecnologia testimoniano la concreta possibilità del fenomeno, ovvero che nel terzo millennio ci sono scienziati che sono in grado di influenzare l’attività delle cellule nervose. Si pensi come esempio agli episodi di protesi dentali e chip che, una volta impiantati negli arti ne ordinano il movimento a computer.
Negli USA sono in fase di sperimentazione dei chip neurali su persone paralitiche, grandi circa 2mm, in grado di recepire segnali elettronici ed inviarli al computer che li traduce. Un altro esempio è rappresentato dagli esperimenti del prof. Warwick, inglese, il quale si è volontariamente sottoposto 2 volte insieme alla moglie, all’impianto di chip per comandare a distanza le cose ed effettua esperimenti che dovrebbero portare, secondo lui, alla telepatia elettronica entro il 2012, mentre quanto denunciano le vittime porta a pensare che queste forme, anche in forma passiva e non eludibile, esistano già.
L’aspetto anche sessuale e di coppia di questi trattamenti è testimoniato dal libro cult della letteratura in materia, O’Brien – Phillips, Trance formation of America, Macroedizioni, in cui, come in Garage Olimpo, .la torturata va in sposa al torturatore (argentino in questo caso, della CIA in Trance …). Tra i testi da segnalare, Marco Costa, Psicologia militare, Franco Angeli; i manuali sulla PNL; Andrea Moro, I confini di Babele, Longanesi; Bottaccioli, Psiconeuroimmunologia, Edizioni Red !; i libri sulla vivisezione; alcuni titoli della Shake edizioni e la rivista cyber italiana Decoder; Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista, Newton & Compton editori; Offeddu, Il potere del domani, Council finance group; Nel cinema, qui vicino alla realtà più di quanto non si creda, i film da citare sono numerosi, tra questi indichiamo Matrix, Mission impossibile 2, Frequency (consigliato a Dorigo dal direttore del carcere di Spoleto !), Minority report, The Manchurian candidate, Bait-L’esca, Hypnosis, The final cult, Nirvana, Brubacker, Farenheit 451, Sorvegliato speciale, ed un terribile film di Frankenheimer sulla sostituzione di persona, Operazione diabolica; inoltre gli articoli contenuti nella Rassegna scientifica AVae-m ed in altri siti specializzati. Per quanto riguarda il teatro, vi sono alcuni spettacoli minori, mentre l’AVae-m sta mettendo in cantiere 48 ore di due torturati.

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Il mistero delle nuvole ASPERATUS sull'Europa.
Scritto da Andrea   

L’apparizione di un inedito tipo di nuvola nel "bestiario" meteorologico è un fatto rarissimo. Eppure è quello che si è prodotto, con l'asperatus, una formazione nuvolosa impressionante.
Delle strane forme di nuvole hanno fatto recentemente capolino nei cieli della Gran Bretagna e dellaNuova Zelanda, ma anche in altri luoghi del globo.
Particolarmente tormentate e opache, esse rassomigliano al mare agitato e oscurano consiederabilmente il paesaggio, dando l'impressione di annunciare una violenta tempesta. Eppure, esse finiscno sempre col dissiparsi senza produrre niente di particolarmente grave.

  

Hanmer Springs, Nuova Zelanda. da Cloud Appreciation Society / Merrick Davies.

Cedar Rapids, Iowa (USA). da Cloud Appreciation Society / Don Sanderson.

Queste nubi sono apparse su delle foto trasmesse regolarmente dai membri della Cloud Appreciation Society.
« Abbiamo provato ad identificare e classificare tutte le immagini di nubi che abbiamo, ma ce ne erano che non facevano parte di alcuna categoria, ho cominciato dunque a pensare che questo poteva essere un unico tipo di nube», racconta Gavin Pretor-Pinney, il fondatore dell'associazione.

Cedar Rapids, Iowa. Da Cloud Appreciation Society / Jane Wiggins

Pianura di Canterbury, uva Zelanda. Da Cloud Appreciation Society / Laurie Richards.

Gli scienziati della RMS (Royal Meteorological Society) pensano che queste nubi dovrebbero essere inserite in una nuova categoria, che hanno deciso di chiamare asperatus, parola latina che significa brutale.

La proposta è stata presentata ufficialmente all'Organizzazione Meteorologica Mondiale a Ginevra. Se sarà accettata, asperatus prenderà definitivamente il suo posto nell'Atlante Internazionale delle Nuvole, un avvenimento che non si produceva da più di mezzo secolo.

Fonte:  tuttouno.blogspot.com

 
Manipolazione climatica e disastri innaturali
Scritto da Andrea   
Weather wars and unnatural disasters è un saggio scritto da Stephen Quayle. Il libro, a nostro parere correttamente, ipotizza che dietro i cosiddetti "cambiamenti climatici" e le calamità di questi ultimi decenni, si debba intravedere, almeno in alcuni casi, la mano di oscure élites. Pubblichiamo un breve profilo di Quayle ed una presentazione di Weather wars, tratta dal sito Coast to coast, auspicando che qualche editore decida di pubblicare una traduzione in italiano di questo fondamentale studio.

Si ringrazia il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta per la segnalazione.

"Stephen Quayle è autore di cinque libri. Da più di trent'anni, egli investiga antiche civiltà, giganti, U.F.O. ed armi biologiche, temi correlati al futuro dell'umanità. Quayle analizza gli inquietanti scenari ormai prossimi. Terremoti, eruzioni vulcaniche, armi biologiche, il tutto associato ad una crisi finanziaria pilotata ed al crollo del dollaro, porteranno ad inimmaginabili tribolazioni. Quayle ritiene che ci stiamo muovendo da una situazione di minacce naturali ad un'arena creata da un'invisibile mano del Male che orchestra eventi di insondabili proporzioni.

Il saggista, esperto in tecniche di sopravvivenza, rileva che eventi come il terremoto in Cina, il ciclone in Myanmar, i tornado negli Stati Uniti, sono sempre più distruttivi. Egli suggerisce che alcuni di questi disastri possono essere stati causati da armi climatiche costruite dagli "Illuminati" che intendono ridurre la popolazione mondiale. Ad esempio, la recente eruzione vulcanica in Cile è stata generata da una tremenda quantità di energia simile a quella che può essere provocata da armi scalari ed elettromagnetiche.

[...] La tecnologia renderà disponibile ai leaders delle maggiori nazioni i metodi per condurre una guerra non dichiarata. Tecniche per la modificazione meteorologica potrebbero essere impiegate per determinare periodi prolungati di siccità ed alluvioni”.

Il volume intitolato "Weather wars and unnatural disasters" esamina i seguenti temi: il vero ruolo dei servizi segreti, la nanotecnologia, i terremoti causati artificialmente, gli tsunami, la manipolazione atmosferica, H.A.A.R.P., i progetti degli "uomini" che vorrebbero diventare come Dio. Le appendici al testo riportano la seguente documentazione: brevetti sulla manipolazione dei fenomeni atmosferici, il Trattato ENMOD, lo Space preservation act, il documento Owning the weather in 2025 etc.
 
 
 
Lhc, la caccia alla particella di Dio ricomincia
Scritto da Andrea   

Installati gli ultimi 53 magneti che consentiranno all'acceleratore più potente del mondo di ripartire in autunno

Prima un piccolo guasto a un trasformatore elettrico, poi un stop molto più lungo per una fuoriuscita di elio. E infine un attacco da parte di un gruppo di cracker al sito ufficiale dell'esperimento. Sembrava proprio che la caccia alla "particella di Dio" non avesse i favori del Caso, minacciata anche da allarmanti, quanto infondati, dubbi sul rischio della creazione di un buco nero che avrebbe potuto fagocitare la Terra.

E invece la corsa dell'Large Hadron Collider (LHC), l'acceleratore più grande e potente del mondo (almeno quello conosciuto da noi... ), riprenderà in autunno quando si cercherà di riprodurre il Big Bang di 13,7 miliardi di anni fa.

Magneti installati. Gli scenziati del Cern hanno infatti completato l'installazione e la riparazione dell'ultimo dei 53 magneti danneggiati dal guasto. Altri 16 hanno subito danni minimi e sono stati riparati. Il passo successivo è la connessione dei magneti e la creazione di un sistema di sicurezza.

Il bosone di Higgs. Riprenderà quindi il funzionamento dei due fasci di particelle in direzioni opposte che collideranno in quattro punti. Lo scopo, tra le altre cose, è cercare tra queste particelle tracce dell'esistenza del bosone di Higgs, che sarebbe all'origine della massa, senza la quale l'universo nons arebbe altro che un oceano di particelle

La riparazione del guasto. Un passo importante, spiega Steve Myers, director for Accelerators and Technology del Cern, «perché ci porta vicini al momento in cui eravamo prima che si verificasse il guasto, la riparazione ci consente di concentrare i nostri sforzi per installare un sistema che assicurerà che un incidente simile non accada più».

Il guasto. Il 19 settembre, a soli nove giorni dall'attivazione dell'Lhc, un problema di connessione elettrica fra due magneti aveva provocato una fuoriuscita di elio dal sistema di raffreddamento con un conseguente aumento di temperatura che ha fatto bloccare il sistema. L'acceleratore si compone di 27 km di magneti connessi da bobine che trasmettono corrente. E' dentro i magneti, dove si trova elio liquido a -170 gradi, che avvengono le collisioni tra particelle. Il 10 settembre i protoni avevano percorso per la prima volta con successo l'anello principale dell'acceleratore.

La paura dei buchi neri. I dati, certo, fanno impressione: si calcola che ogni secondo si avranno 600 milioni di collisioni in grado di produrre calore 100mila volte più potente di quello del Sole. Quest'ultimo dato, ovviamente, solo a livello teorico visto che le collissioni avvengono in un milionesimo di miliardesimo di secondo. Tutto ciò aveva provocato l'allarme dello scienziato tedesco dell'università di Tubinga Otto Rossler che aveva parlato del pericolo dei buchi neri prodotti dall'esperimento.

Timore da sfatare. Gli scenziati del Cern hanno spiegato che a sconfiggere evenutali buchi neri ci avrebbe pensato la radiazione di Hawking in grado di evaporarli in una frazione di secondo. Sul tema sono stati pubblicati studi. Dicono gli esperti inoltre, che i tanto temuti raggi cosmici prodotti d'accelerazione delle particelle, già li conosciamo: bombardano infatti la Terra da centinaia di milioni di anni. Eppure siamo ancora qui.

Come si può costruire un acceleratore di particelle? C'è chi dice che per construire l'Lhc bastano solo 1589 pagine e 115 megabyte. In una pagina web i documenti messi a disposizione dal Cern per seguire il funzionamento del gigante della fisica quantistica.

L'attacco al sito web. Cracker sono riusciti a penetrare nella rete del Cern nel giorno in cui la macchina è stata accesa. Sul sito dell'esperimento (www.cmsmon.cern.ch) era apparsa una pagina stile "Matrix", nera e verde acido con la scritta "The Greek Security Team". Il server su cui girava il sito web è parte di uno degli esperimenti dell'Lhc, il Compact Muon Solenoid. Il sito oggi non è più raggiungibile.

Fonte: ilmessaggero.it

 
Analfabetismo funzionale e controllo delle masse
Scritto da Andrea   
Che l'ignoranza del popolo sia una delle condizioni migliori per il prosperare dei potenti è storia vecchia quanto l'umanità. La cattiva informazione — o meglio, l'informazione superficiale e volutamente distorta — è un momento chiave del controllo sulle masse.
L'era Berlusconi è stata edificata in gran parte grazie a una televisione populista, che tende a privilegiare la macchietta e il divertimento, e a diffondere un livello informativo superficiale o addirittura deviato.
Fin qui la storia è nota. Ma oggi il problema del controllo acquista una venatura inquietante secondo due nuove coordinate a prima vista molto distanti fra loro: analfabetismo di ritorno e web.
La rete permette l'affrancamento da una fruizione passiva di elementi "dati" (e consente lo scambio attivo, o addirittura l'inserimento di notizie in prima persona). In questo senso, può essere — ed è stato pensato come — un effettivo passo avanti a livello informativo rispetto a televisione e radio. Ma la rete necessita di ciò che la società televisiva non si aspettava, e cioè un'alfabetizzazione molto solida e la capacità di comprendere/produrre un testo. La televisione ha prodotto la cultura delle immagini e dell'ascolto: Internet, con un colpo di mano incredibile, ha trasformato il mondo in qualcosa di scritto.
Ora: alcuni studi del linguista Luca Nobile (rintracciabili su http://linguaditerra.wordpress.com/), dimostrano che l'alphabetical divide è uno dei mali più sommersi, e insieme più inquietanti, dell'Italia contemporanea. Secondo i dati dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il 65% della popolazione italiana non possiede le competenze alfabetiche per interagire nella società dell'informazione. E parliamo di competenze abbastanza basiche, come capire da cima a fondo un articolo di giornale. In termini tecnici, si tratta di "analfabetismo funzionale", e vorrei ripetere la fetta interessata: il 65%. Due terzi del Paese.
Nei suoi articoli, Nobile mostra in modo convincente che il gap alfabetico coinvolge e spiega il gap digitale, "perché un computer è fatto per metà di una tastiera alfabetica, e perché Internet è un luogo a cui si accede digitando parole scritte". Come dicevo sopra, la retorica del bombardamento delle immagini è in parte superata: per molti versi, siamo soggetti a una intrusione sempre maggiore della scrittura nella nostra vita.
Ma stante la situazione registrata dall'OCSE, quello che potrebbe essere uno strumento di affrancamento si trasforma in un ulteriore elemento passivo. Il web non fornisce solo la possibilità di accedere a un numero impressionante di dati, ma consente anche — per gran parte — di commentarli e far nascere reti di discussione. Minando tale contributo con un'alfabetizzazione superficiale, le possibilità democratiche della rete crollano del tutto. Una straordinaria miniera di dati e funzioni che attende solo di essere utilizzata: e che invece, banalmente, non è utilizzata affatto.
Non voglio dire che Internet sia la salvezza e la verità, intendiamoci. Tuttavia consente di verificare delle notizie tramite fonti che venti anni fa sarebbero state di difficile reperibilità. Di reperire, ad esempio, i testi delle leggi emanate e valutare se un'interpretazione fornita da un giornalista è corretta o meno. Prima, questo era abbastanza complicato. Ora è fattibile nello spazio di due o tre click. Il problema è esattamente questo: la capacità di farlo, di compiere questi click.
Allora cosa rimane del web, per la maggioranza "disfunzionale"? Molto spesso, l'appiattimento alla cultura delle immagini: una sorta di tentato ritorno alla vecchia maniera. Youtube ne è l'esempio per eccellenza. Ma persino l'onnipresente Facebook viene in gran parte usato solo per caricare delle foto. Il che da un certo punto di vista è naturale, perché il culto iconico è immediato, di facile fruizione, e non crea automaticamente una posizione morale. Che è precisamente quanto un regime populista desidera.
La cosa più inquietante è che a questo livello il discorso non riguarda la libertà di espressione, ma uno stadio molto basso di possibilità cognitiva. Gran parte del Paese è impossibilitata a farsi un'idea completa di un frammento di testo scritto. Gran parte del Paese è incapace di verificare una notizia risalendo alle fonti tramite un motore di ricerca.
Siamo abituati a indignarci per la carenza di alfabetizzazione dei paesi meno sviluppati, ma la verità è che il problema dell'analfabetismo cresce e si evolve di pari passo allo sviluppo delle società. Si fa più nascosto e insidioso.
E qui il cerchio si chiude. L'istruzione gratuita e libera è una delle conquiste più straordinarie dell'epoca contemporanea. Tendiamo a sottovalutarla perché ci sembra un fattore scontato, ma non lo è affatto. Soprattutto, è grazie a essa che siamo in grado di rapportarci a una realtà sempre più complicata e in continua evoluzione. Dove non arriva la specializzazione tecnica, può arrivare almeno la comprensione: ma entrambe si fondano su un livello di alfabetizzazione non scontato.
A questo punto, anche la pessima gestione ministeriale dell'istruzione italiana appare come un tassello di un puzzle molto più grande. Senz'altro questo dipende da una cattiva distribuzione della ricchezza, che provoca tagli a un settore già di per sé piuttosto martoriato. Ma perché nessuno si prende davvero a cuore il problema? Perché, a voler pensare male, il totale disinteresse verso l'istruzione media potrebbe essere frutto di cattiva fede. Dopotutto, un popolo che non è in grado nemmeno di interagire con la società dell'informazione, è un popolo eccellente per essere preso in giro.
 
Fonte:  pazzoide.com
 
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Domenica, 05.09.2010