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Scritto da Andrea   

21 12 2012 - Il conto alla rovescia è iniziato.

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La colomba annuncia la piccola era glaciale PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea   
Mercoledì 19 Agosto 2009 07:27

Svelato il misterioso fenomeno chiamato “colomba spaziale”, resta da capire quali sono le implicazioni reali che stanno dietro a questo aumento di raggi cosmici.
Secondo i dati che vengono raccolti giornalmente principalmente dalla sonda SOHO, il Sole sta attraversando una fase anomala, che viene definita “minimo solare”. Ormai sono 27 i giorni senza macchie solari, un record che rimanda la memoria ad oltre 100 anni fa.

Il minimo solare (min solare) è il periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare; durante questo periodo, l'attività delle macchie solari e dei flare tende a diminuire, fino a diventare quasi assente per diversi giorni consecutivi. La data precisa del minimo si ricava misurando per dodici mesi l'attività delle macchie solari in un periodo di apparente minore attività, quindi l'identificazione precisa della data può avvenire solamente sei mesi dopo la data reale del minimo.

Il ciclo solare si divide infatti in due fasi: una fase di massimo, in cui l'attività della stella si presenta più frenetica, e una fase di minimo, in cui l'attività è meno intensa. L'attività solare durante il minimo coincide spesso con temperature più fredde rispetto alla media sulla Terra, mentre le fasi di massimo più ravvicinate tendono ad essere correlate a temperature più alte rispetto alla media.
Al minimo solare si contrappone il massimo solare, durante la quale compaiono sulla fotosfera della stella centinaia di macchie solari.
Quello che sta accadendo ora, presuppone che il massimo solare che si dovrebbe concludere nel 2013 sarà uno dei più deboli della storia dell’osservazione moderna, tanto da equiparare il celebre “Minimo di Maunder” cosi chiamato dall’astronomo omonimo che lo studio postumo e che avvenne dal 1645 al 1715.
Il minimo di Maunder coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta piccola era glaciale, durante la quale l'Europa e il Nord America, e forse anche il resto del mondo (per il quale non ci sono dati certi) subirono inverni estremamente freddi[.
La minore attività durante il minimo di Maunder influenzò inoltre l'ammontare di radiazione cosmica che raggiunge la Terra. Il risultato fu un cambiamento nella produzione di carbonio-14, il che produsse un errore sistematico nella datazione a radiocarbonio di reperti archeologici finché questo effetto non fu scoperto.
L’aumento infatti di raggi cosmici, (nel caso anche della “colomba”) sono un segnale che si è di fronte ad un minimo solare.

http://it.wikipedia.org/wiki/Minimo_solare


http://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/05/i-raggi-cosmici-hanno-raggiunto-un-picco-record-minimo-solare-ancora-lontano/


La ripercussione che il minimo solare ha sul clima terrestre si nota in genere diversi mesi dopo, dai 24 ai 36, ma le variazioni dei raggi UV modificano l'assetto chimico della stratosfera e vanno di seguito a modificare anche la posizione degli anticicloni subtropicali. In fasi di minimo la circolazione legata alla cella di Hadley si contrae e con essa anche la banda degli anticicloni subtropicali i quali arretrano permettendo l'ingresso delle perturbazioni atlantiche. In sostanza di fatto si abbassa la linea delle correnti occidentali delle medie latitudini nota agli addetti ai lavori come "storm tracks".
Per chi non lo sapesse, La Cella di Hadley è un tipo di circolazione che coinvolge l'atmosfera tropicale generando un'ascesa di aria calda nei pressi dell'equatore che, dopo essere risalita fino ad un'altezza di circa 10-15 km, si sposta verso i tropici dove ridiscende verso la superficie e si dirige nuovamente verso l'equatore. Questa circolazione è strettamente collegata alla presenza degli alisei, delle piogge tropicali, dei deserti subtropicali e delle correnti a getto.


http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=26673


http://it.wikipedia.org/wiki/Cella_di_Hadley


Tradotto in termini più semplici, già nell’immediato le temperature potrebbero avere, se la situazione permane,  un brusco calo e nel lungo termine portare il nostro pianeta ad una nuova piccola era glaciale.
In attesa di seguire gli sviluppi della situazione, che viene monitorata costantemente anche dall’ottimo sito http://daltonsminima.wordpress.com/  cui vi rimando, molti di noi si staranno chiedendo come mai, ciclicamente si verifica questa situazione.

La stella Sole è costituita essenzialmente da idrogeno (circa il 74% della sua massa, il 92% del suo volume) ed elio (circa il 24-25% della massa, il 7% del volume),[8] cui si aggiungono altri elementi più pesanti presenti in tracce.[9] È classificata come una nana gialla di tipo spettrale G2 V: G2 indica che la stella ha una temperatura superficiale di circa 5 780 K, caratteristica che le conferisce un colore bianco, che però appare giallo a causa dello scattering dell'atmosfera terrestre.
Poiché si trova allo stato di plasma non possiede una superficie solida, quindi presenta una rotazione differenziale e ruota in maniera diversa a seconda della latitudine: più velocemente all'equatore che non ai poli ed il periodo di rotazione varia tra i 25 giorni dell'equatore e i 35 dei poli.
Il Sole, come altre stelle, emette un flusso di particelle dall'atmosfera superiore chiamato  vento solare. Il vento solare è formato da plasma e la sua composizione chimica è identica a quella della corona: 73% idrogeno e 25% elio, con il restante 2% formato da elementi in tracce.
il vento solare svolge una importante funzione protettiva nei confronti dei pianeti, in quanto "schermerebbe" i raggi cosmici grazie alla sua natura ionizzata.
Il moto turbolento del plasma e delle particelle cariche della zona convettiva generano un potente campo magnetico, caratterizzato da poli appaiati (nord e sud) disposti lungo tutta la superficie solare. Il campo inverte il proprio verso ogni undici anni, in corrispondenza del massimo del ciclo solare. Il campo magnetico solare è all'origine di diversi fenomeni come le macchie fotosferiche, i flare (o brillamenti) e le variazioni nell'intensità del vento solare, che diffonde materia attraverso il sistema solare. La rotazione differenziale causa una forte deformazione delle linee del campo magnetico, e su di esse si dispone il plasma delle eruzioni solari, che formano vasti anelli di materia incandescente, noti come anelli coronali. Le deformazioni delle linee di campo danno luogo alla dinamo e al ciclo undecennale dell'attività solare, durante il quale l'intensità del campo magnetico subisce delle variazioni.
Il plasma solare dunque è fortemente sensibile ai campi magnetici, anche a quelli interni, in base alla distanza in cui si vengono a trovare le entità che interagiscono tra loro.
I corpi che influiscono maggiormente sul campo elettromagnetico del Sole e quindi sul suo plasma sono i giganti gassosi Giove, Saturno e Urano. Una delle piu’ celebri teorie in merito a questo fenomeno è stata proposta da Timo Niroma (studioso finlandese) che ritiene l’influenza gravitazionale di Giove capace di ridurre la nascita di macchie solare e allungare i cicli solari man mano che si avvicina alla stella.
Nell’anno 2010, tra giugno e agosto, si verrà a realizzare un situazione molto particolare sull’Eclittica: i tre Giganti Gassosi (Giove, Saturno e Urano) saranno perfettamente allineati e il Sole sarà tra Giove e Saturno. Giove sarà quasi al perielio con una distanza dal Sole di 4.966 UA, mentre  Saturno con 9.53 UA. 


Numerosi allineamenti planetari sono avvenuti anche durante i minimi del millennio passato.  Nel 1653, all’inizio del Minimo di Maunder:

e nel grafico si evince come ci sia stata assenza di macchie:

  

Qualcosa di analogo sembra essere avvenuto anche nel 1913:
  

Sembra dunque che gli allineamenti del Sole con i giganti gassosi, sono una delle cause primarie che inducono alla minima attività, inibendo la formazione di macchie a causa di quanto detto in precedenza.
Ma se osserviamo il grafico precedente sulle superminime del millennio passato, si può osservare una ciclicità impressionante del fenomeno, che si attua mediante una sorta di supercicli, con una curva ondulatoria che in ogni caso appare correlata ma non perfettamente, con gli allineamenti dei super gassosi e inoltre, suggerisce, visti alcuni strani fenomeni, come l’aumento di raggi cosmici causati da una fonte misteriosa, la presenza di qualcos’altro.
Già da alcuni anni e in particolare nel novembre 2008, John Wefel della “Louisiana State University” e gli studiosi della NASA hanno rilevato la presenza di una forte emissione energetica, la cui origine è sconosciuta.
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/19nov_cosmicrays.htm


ATIC, acronimo di Calorimetro di Ionizzazione Sottile Avanzato, ha rilevato in 5 settimane di analisi con i palloni nel 2002 e nel 2003, 70 elettroni in eccesso nella scala energetica 300-800 GeV (“eccesso” vuol dire oltre e al di sopra il numero usuale atteso dallo sfondo galattico).
“La fonte di questi elettroni esotici dovrebbe trovarsi relativamente vicino al sistema solare – non più di un kiloparsec di distanza,” commenta il co-autore Jim Adams del NASA Marshall Space Flight Center.
Kiloparsec, significa "parallasse di un secondo d'arco" ed è definito come la distanza dalla Terra (o dal Sole) di una stella che ha una parallasse annua di 1 secondo d'arco.
Se la stima è esatta, un Kiliparsec (1 kpc = 1,000 parsecs = 3,259 light-years) e 1 anno luce ≈ 63 241 UA, si vede come questa fonte non possa essere nemmeno tanto vicino.
“Questa incertezza lascia campo libero all'immaginazione. Le possibilità includono, per esempio, un pulsar nelle vicinanze, un “microquasar” o un buco nero di massa stellare – tutti possono accelerare gli elettroni a queste energie. E' possibile che una tale fonte si nasconda non troppo lontano.” conclude infine l’autore.
Quindi si tratta di energia cosmica, non lontana, ma nemmeno ai confini del Sistema Solare. Probabilmente allora, questa soluzione per giustificare le minime solari, non è certamente la causa primaria e bisogna andare oltre nella ricerca.
Una interessante teoria, nota da anni grazie agli studi scientifici del dott. Richard A. Muller (fisico statunitense che attualmente insegna alla University of California, Berkeley e presso il Lawrence Berkeley National Laboratory, e che lavora per il Governo statunitense come ricercatore e scienziato)  pubblicata nei volumi “Nemesis: The Death Star (Weidenfeld & Nicolson, 1988)” e “Ice Ages and Astronomical Causes: data, spectral analysis, and mechanisms (with coauthor Gordon MacDonald, 2002)” sostiene che il Sole abbia una stella gemella, una nana bruna, che vi orbita intorno con un periodo di ritorno di circa 26 milioni di anni.
Questa teoria è stata realizzata per giustificare le estinzioni di massa rilevate dall’analisi geologica archeologica dei reperti:

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Agosto 2009 07:34
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Ufo filmato in diretta sulla BBC
Scritto da Andrea   
Un UFO è apparso sullo schermo della famosa emittente televisiva britannica, la BBC, frecciando ad incredibile velocità, durante una diretta di telegiornale, mentre il giornalista Colin Briggs leggeva i titoli del giornali, con sullo sfondo un teleschermo collegato a una webcam che riprendeva il fiume Tyne, nel centro di Newcastle, e che ha mostrato il misterioso episodio.E’ successo la mattina di martedì 4 Agosto alle 09.05.
 


Alcuni telespettatori attenti hanno notato un oggetto tipo striscia o fascio di luce bianca, apparire verso l’alto del teleschermo, con un angolo di 45° gradi , per poi infine scomparire sfrecciando a velocità fulminante così come era apparso. Ossevando il replay, si vede chiaramente l’UFO che appare in basso a sinistra dello schermo, passa sotto l’ampio ponte del Millenium Bridge, Newcastle, e scompare infine, in alto a destra.

L’ex ministro della Difesa ed investigatore ufologico Nick Pope ha rilasciato una dichiarazione in merito: “In un primo momento ho pensato che fosse un uccello, ma il replay a rilento delle riprese mi ha tolto il dubbio. E’ un episodio intrigante e un vero e proprio mistero.”

Secondo i fatti riportati tutti i telespettatori si sono accorti dell’anomalia. Il giornalista è rimasto però estraneo ai fatti, non essendo stato informato dai suoi redattori, e ha continuato a leggere le notizie. Il video intanto sta facendo il giro del mondo e il sito web della BBC ha lanciato un appello affinchè si scopra che cosa è il misteroso oggetto. Ma la risposta, a quanto pare, potrebbero averla già davanti.
 
La profezia di Orione
Scritto da Andrea   

Oddio, ci mancava solo questa. Eppure sembra proprio che un altro tassello profetico si vada ad allineare sulla Time-Line del 2012.  Non bastavano le profezie dei Maya, che qui a Mysterium sono divenute un must, no adesso mi sa che in Italia cominceremo a sentir parlare presto anche della Profezia di Orione.

Tutto nasce da un libro piuttosto vecchiotto in realtà, che a quanto mi risulta non è mai stato pubblicato in Italia (e sarebbe il caso che qualche editore a cui non fanno proprio schifo i soldi, si muovesse) : The Orion Prophecy di Patrick Geryl e Gino Ratinckx, che è stato pubblicato in America nel Dicembre del 2001 da Adventures Unlimited Press.

Sembra che sia stato proprio Gino Ratinckx ad accorgersi che tra quattro anni, e cioè nel 2012 vi sarà un rarissimo allineamento celeste tra Orione ed Aldebaran. L'ultima volta che si è verificato questo fenomeno è stato nell'anno 9792 avanti Cristo.

Ora, bisognerebbe avere un buon programmino astronomico per verificare, ma ci fidiamo del Ratinckx che avendo trovato un editore che gli ha pubblicato il libro, dovrebbe aver detto il vero.

Ma cosa comporta, in pratica questo allineamento ? Perchè dovrebbe importarcene qualcosa ?

Beh, innanzitutto, scrivono Geryl e Ratinckx, perchè esso avviene in concomitanza con la profezia del settimo Katun contenuto nel codice di Dresda dei Maya, del quale oramai tutto sappiamo ( e della relativa fine della quinta era), poi però anche per altri motivi:

- innanzitutto per la correlazione con gli studi di Albert Slosman ( e non 'slomans' come riportano sbagliando una miriade di siti italiani) nato nel 1925, e morto nel 1981, un ex ricercatore della Nasa che cominciò a studiare da autodidatta i geroglifici egiziani, specializzandosi sul Libro dei Morti, il celebre papiro sui riti funerari egizi -  e in particolare sul capitolo 17. Da questo e da altri fattori, Slosman trasse una curiosissima teoria che pubblicò in diversi libri - il più famoso, Le Grand Cataclysme -  e che trovate riassunta - per chi ha voglia di approfondire - qui.

Secondo Slosman, in definitiva, Osiride, il dio egiziano della morte e dell'oltretomba, che è rappresentato in cielo da Orione, sarebbe il 'segnale' dei cambiamenti epocali, nel mondo.

Lo slittamento dei Poli e la fine di Atlantide, i cui figli dispersi avrebbero fondato l'Antico Egitto, sarebbero correlati con l'ultimo allineamento Orione-Aldebaran. E il prossimo allineamento sarebbe dunque foriero di nuovi, grandi cataclismi, in linea con quelli previsti dal calendario Maya.

Al di là di ogni speculazione catastrofista, la lettura di Slosman - un "pazzo" brillante, a tratti geniali - è piacevole assai. Purtroppo anche lui è inedito in Italia. Sono però riuscito a trovare la versione on line - quasi del tutto completa - del libro di Geryl e Ratinckx che trovate QUI e che riporta passi interi di Slosman.

Fonte:  mysterium.blogosfere.it

 
Il Big Bang resta un mistero
Scritto da Andrea   

Quindici anni per costruire il tunnel sotterraneo di 27 km che dovrebbe spiegare l'origine e la costituzione dell'universo. Ma l'inaugurazione, l'estate scorsa, slittò a causa di un esplosione. Ora nuovi ritardi. E gli scienziati fuggono

Ci sono voluti 15 anni di lavoro per costruire la più grande e più costosa macchina mai costruita per ricerche scientifiche. Si tratta dell'LHC, Large Hadron Collider, l'acceleratore di particelle più potente al mondo che si trova in una galleria sotterranea di 27 km di circonferenza, posta al confine tra Francia e Svizzera. Lo scorso mese di settembre vi era stata l'inaugurazione e la macchina da 6 miliardi di euro aveva iniziato a lavorare.

Il suo funzionamento avrebbe dato modo ad un gran numero di scienziati di trasformare un sogno in realtà: capire alcuni grandi misteri dell'Universo. Ma un'improvvisa esplosione bloccò la macchina dopo pochi giorni dall'accensione senza permettere alcun esperimento. Prima ancora di immettere tutta l'energia necessaria alle ricerche, infatti, si ebbe una improvvisa perdita di elio, che serve per tenere a bassissime temperature i cavi in niobio e titanio che in tali condizioni perdono ogni resistenza elettrica e diventano superconduttori. Purtroppo però, anche una piccolissima "perturbazione" presente, ad esempio, nelle saldature tra i cavi può causare un aumento di temperatura e la perdita di superconduttività. Ed è quello che è successo il 19 settembre, quando la giunzione tra due magneti vaporizzò in una cascata di scintille liberando l'elio. L'incidente obbligò lo spegnimento della macchina.

Anche se in un primo momento il guaio non sembrava grave, ben presto ci si accorse che si sarebbero dovuti rivedere oltre 5.000 collegamenti. Così dopo alcune date per la ripartenza si arrivò alla "certezza" che si sarebbe di nuovo acceso la macchina il prossimo settembre 2009. Ma ora anche questo appuntamento slitta a fine autunno o a inizio inverno. Sono più del previsto infatti, le prove necessarie prima di ridare il via al tutto. E rimane il mistero di quella esplosione. Tutti i magneti, infatti, erano stati collaudati alle altissime energie richieste dall'LHC e nessuno aveva dato problemi. Perché una volta posti nella macchina qualcuno abbia ceduto è ancora da chiarire. E non è certo che si potrà arrivare ad una spiegazione. Ora comunque quel che è importante è che si ridia il via.

Spiega Steve Myers, responsabile dell'Accelerator Division del Cern al New York Times: "Dopo i test che abbiamo eseguito pensiamo che potremo immettere con facilità 6,5 mila miliardi di elettronvolt, ma per raggiungere i 7mila miliardi di elettronvolt o più, sarebbero necessari ancora numerosi test e quindi ancora molto tempo". Alcuni ricercatori si dicono contenti se si arrivasse anche a soli 4 o 5mila miliardi di elettronvolt, l'importante è partire. Ma così facendo non si otterrebbero i risultati per cui la macchina è stata costruita.

Le alte energie infatti, sono richieste per permettere a particelle atomiche e subatomiche di scontrarsi a velocità prossime a quelle delle luce per ridare vita alle condizioni che si vennero a creare subito dopo il Big Bang. In tal modo si potrebbe trovare il Bosone di Higgs, una delle particelle previste dalle teorie della fisica, ma mai scoperta e che dovrebbe dare un senso alla massa dei corpi. Ma l'LHC dovrebbe togliere un velo anche alla "materia oscura", che compone il 24% dell'Universo, ma di cui non si conosce la composizione, all'esistenza o meno dell'antimateria e alla conferma o meno dell'esistenza di altre dimensioni.

Intanto alcuni ricercatori stanno disertando il grande progetto europeo, almeno temporaneamente, e stanno chiedendo di realizzare esperimenti presso la macchina concorrente, seppur meno potente, che si trova negli Stati Uniti, il Tevatron. Migliaia di scienziati avevano puntato tutti i loro finanziamenti sulle ricerche all'LHC, decine di dottorandi avevano scelto di realizzare la loro tesi sui risultati dell'acceleratore, ma ora sono tutti in stand-by almeno fino al prossimo inverno.

Fonte:  repubblica.it

 
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Domenica, 05.09.2010