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Dipendenza da Facebook
Scritto da Andrea   

Ricordi il primo bacio? Sicuramente sì. E la prima volta in aereo? Di sicuro, se sei uno di quelli che crede che la paura (come dice bene Fiorello) sia quella di cadere e non di volare. E se navighi sul web? Quale è la data che non puoi dimenticare? Certamente quella in cui ti sei iscritto al social network Facebook: 100 milioni di utenti nel mondo, in Italia un incremento di registrazioni del 961% nel 2008. Centinaia di inviti di amicizia e per iscrizioni a gruppi virtuali. Ore passate davanti al pc a "spiare" chi fa cosa, una vera dipendenza da "wall" e "status" e poi la proposta di un gruppo di affezionati al social network: "sciopero da Facebook il 22 e il 23 novembre per tutti coloro che avevano una vita più o meno felice e tranquilla, fino a quando un giorno, un vostro amico vi ha detto: "Iscriviti a Facebook, è carino....".

II D-Day. Era un giorno tranquillo, tutto filava liscio. Apri la tua casella di posta. Un amico ti ha scritto. Ma nell'oggetto della mail c'è qualcosa di strano. Il senso è: "il tuo amico... ti ha invitato su Facebook". Facebook chi? Se l'amico è poco fidato e sei un po' smart chiedi cosa sia "Facebook" al guru del sapere: Google. La prima cosa che ti dovrebbe far insospettire? Il numero di risultati sul motore di ricerca, ossia 674 milioni. Quasi ai livelli della keyword "microsof" (700 milioni), oltre il numero dei risultati per la parola "Bill Gates" (32 milioni), e addirittura più di "Berlusconi" (24 milioni)!. Io-non-posso-non-esserci, sussurra il tuo ego.

Facebook su Google. Vedi i primi risultati in italiano che Google ti offre: "Facebook è uno strumento sociale che collega tra loro gli amici e le persone che lavorano, studiano o vivono insieme. Facebook permette di rimanere in...". Strumento sociale, amici, lavoro. Interessante. Il D-Day è arrivato. Accetti l'iscrizione. Benvenuto su Facebook!

Emozioni in pixel. Bellissimo emozionarsi per aver trovato i compagni del liceo! Bellissimo provare a cercare il nome del tuo primo amore (quello che ti faceva tremare le gambe) e vedere che nel suo status c'è la parola "single". Sì, Facebook mi piace. Allora inizi a coinvolgere altri amici e colleghi. Lo stesso fanno loro.

Ma qualcosa non va. Un giorno apri la posta e trovi amici di amici di colleghi di amici che vogliono diventare tuoi amici. A qualcuno dici sì. Ad altri dici no. Non l'avessi mai fatto! L'amico rifiutato, che tra l'altro non conosci, inizia a tempestarti di mail. Ti spiega quale è la catena di amicizie che lo ha portato a te, continua con suppliche, estrema materalizzazione di uno strano quanto fastidioso senso di insicurezza innato ("perché non mi hai accettato? cos'ho che non va?"). Alla fine cedi. Anche perché le scuse ("scusa...la tua mail è andata a finire nella cartella di spam...") sono finite.

Sei nel tunnel. Dopo qualche giorno ti ritrovi con una quarantina di amici sconosciuti, volti e nomi di una folla che spia i tuoi stati d'animo, le tue discussioni "private" con amici. Senza parlare di ex colleghi e colleghi attuali, sì, quelli che finalmente avevi dimenticato cambiando lavoro o quelli che quando incontri per i corridoi dell'ufficio eviti abilmente inventando telefonate urgenti e riunioni mai esistite. Nel frattempo però ti stai appassionando. Il mio ex che sta facendo? La mia collega di chi sta sparlando? Ma quei due sono amanti? Fatto sta che per alcuni Facebook è una droga da web 2.0 dalla quale è difficile disintossicarsi. E iniziano a nascere gruppi come "Perché ti vado scansando per strada e mi aggiungi su Facebook?" (oltre 2700 iscritti), "Invece di scrivere la tesi scrivo su Facebook" (quasi mille iscritti), "Oh ma la smettiamo di creare gruppi su Facebbok" (oltre 300), "Facebook mi fa schifo eppure eccomi qua" (242), "Ma come passavamo le giornate prima che inventassero Facebook???" (257).

E decidi di uscirne. C'è chi non ce la fa più e vuole dire no alla dipendenza da Facebook e ha proposto uno sciopero il 22 e il 23 novembre. Deni Feb, studente dell'università di Bologna, scrive: "Gruppo destinato a tutti coloro avevano una vita più o meno felice e tranquilla, fino a quando un giorno, un vostro amico vi ha detto: "Iscriviti a Facebook, è carino....". E propone: "Per 24 ore dimostriamo che Facebook non ci ha ancora lobotomizzato e siamo ancora capaci di riprendere in mano la nostra vita! Prepariamoci, chi ci sta a non accedere su Facebook dalla mezzanotte del 22 novembre alla mezzanotte del 23!" . Seguono incitamenti tipo Yes we can! Uniti!. Intanto il gruppo ha raggiunto 4.603 iscrizioni.

Chi propone lo sciopero. «L'iniziativa - spiega Deni Feb - era partita più che altro come un gioco, io ho 160 amici, l'80% dei quali conosco anche fuori da FB, e pensavo che fosse rimasto qualcosa di circoscritto. Invece poi ha cominciato a crescere esponenzialmente, e mi sono trovato a riflettere su quanto sia sentito il tema della FB-dipendenza, anche nello scherzo e nel gioco! E penso che chiuderò il mio profilo tra qualche tempo!». Deni ha ricevuto moltissimi commenti sulla sua proposta. Molti sono anche quelli contrari che riconosco comunque l'importanza e la valenza di uno strumento come Facebook.
 
Le reazioni. Fausto è entusiasta. Giovanni rifiutia anche solo l'idea: "non esiste, Facebook a ruota". Sara confessa la sua dipendenza: "Non ce la possiamo fare... la tentazione è toppo forte!". E chi suggerisce la sua ricetta per la disintossicazione: "fatevi un giro per i negozi". E chi chiede: "Ma se fuori ci sono i pinguini, la neve, il gelo e gli eskimesi posso revocare lo sciopero? D'altronde stando tutto il giorno in casa una sbirciatina...... ".

La sindrome da "friendship addiction." Deni Feb cita anche la "friendship addiction", una sorta di dipendenza da amici condivisi su Facebook. A individuare e coniare questa nuova patologia è David Smallwood, psicologo britannico, esperto di dipendenze.

Qualcuno ci proverà. Il tentativo di disintossicarsi dal web dopotutto ha una vecchia tradizione. C'era un tempo in cui i blog erano una novità. Postare era respirare. E in molti hanno provato a lanciare scioperi dei post. Hanno funzionato?. Sempre al guru del sapere la risposta: inserendo su Google il termine blog escono "appena" 3 miliardi di risultati.

Fonte:  ilmessaggero.it

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Domenica, 05.09.2010